La metafora del progetto Saturno. Il comportamento umano, per quanto sia generato dalla più complessa macchina messa a punto dalla natura, trova delle analogie in tanti altri contesti. Alcuni inimmaginabili, altri insperati. Il progetto Saturno servì agli Stati Uniti per realizzare un vettore, un razzo, che potesse portare in qualche modo l’uomo sulla Luna. Un progetto ambizioso, spinto dalle rivalità con l’allora Unione Sovietica, che avrebbe consacrato tramite un enorme livello tecnologico il controllo dello spazio, un po’ come fu nel Cinquecento la scoperta di nuove terre oltre oceano per le potenze europee. Il razzo è formato da tre stadi, ciascuno ha un preciso obiettivo. Portare nello spazio un bestione enorme, serbatoio vuotati di combustibile, sarebbe uno spreco enorme, richiederebbe una quantità assurda di propellente per portare a destinazione spazzatura (ferraglia inutile, una volta che lo stadio ha esaurito il suo compito). Inoltre, ogni stadio del Saturno brucia un differente combustibile, ciascuno adatto alla parte di atmosfera che deve attraversare. Un giorno le spedizioni su altri pianeti useranno motori a ioni. Un motore a ioni sulla terra non farebbe altro che sfrigolare scintille senza muovere il carico di un centimetro. Nello spazio sono molto più potenti dei motori convenzionali che usano i classici propellenti chimici. Tutto questo può essere riportato alla vita di ciascuno di noi. È la metafora del razzo: ogni stadio della vita brucia un determinato combustibile ed ha una specifica funzione. Al momento opportuno c’è la necessità di staccarsi dallo stadio che ha esaurito il combustibile per andare avanti e vivere una nuova fase della vita con un nuovo combustibile, in grado di portarci dritti alla meta. Ecco, in questi giorni io mi sento così, come se stessi per staccarmi dallo stadio che ha esaurito in proprio combustibile, per viaggiare col nuovo stadio del missile verso gli obiettivi. Finisce il periodo milanese, comincia quello a cavallo tra Napoli e il Sahara. Nuovo lavoro, nuove condizioni, nuove avventure. Sarebbe comodo accomodarsi e rimanere nel grembo, ma la vita va continuamente affronatata. Il rischio è quello di crescere fuori senza crescere dentro. Il distacco dello stadio esaurito è un momento di crisi. Lo si affronta a cuor leggero se nello stadio precedente si è stati male, mentre può esser problematico se lo stadio è stata proprio una pacchia. Io credo che trovare il buono che sta nelle cose aiuti ad affrontare le crisi e i momenti che richiedono una nostra parte attiva nell’esistere, senza che le cose ci caschino semplicemente addosso e magari scivolino, senza lasciare poi nulla nel cuore. Per non parlare poi nella testa.




Non so perchè, ma x associazione di idee ogni qualvolta vedo una foto di qualche "aggeggio" spaziale la memoria mi dirotta puntualmente su "Walking on the moon" dei miei Police e il loro video che x me rimarrà leggenda.
Addio/ monti sorgenti dall\’acque- ed elevati al cielo/ cime inuguali/ note a chi è cresciuto tra voi/ e impresse nella sua mente/ non meno che l’aspetto de\’ suoi familiari/ torrenti- de\’ quali si distingue lo scroscio/ come il suono delle voci domestiche/ ville sparse e biancheggianti sul pendìo/ come branchi di pecore pascenti/ addio!/ Quanto è tristo il passo di chi/ cresciuto tra voi/ se ne allontana!//
insomma… al di là dei nostalgici addii… un bel \’tiremm innanz" e si parte…altro giro di giostra… e in fondo che cos\’è la vita se non un grande Luna Park?
)ps. azz,.. ho finito il mio combustibile tradizionale… datemi un motore a ioniiiiiiiiiiiiiii ^_^pps. piaciuto il nostro cadeau?
Bella la metafora del razzo…La vita è cambiamento continuo e l\’importante è essere elastici… Ricordi quando dicevamo: " …..Flessibili e resilienti"?Capisco questo tuo momento di apprensione nell\’affrontare il passaggio, ma….sarà questione di poco….e il mal d\’Africa ti rapirà! Il periodo milanese è stato un momento molto positivo dal quale potrai trarre l\’ossigeno per affrontare ciò che ti aspetta.Ritengo che , nella vita, la cosa più indispensabile (ancora più della felicità), sia avere uno scopo, un obiettivo. Forse è ancora più importante della realizzazione dello stesso, perchè avere uno scopo, un obiettivo dà forza e senso e aiuta a resistere meglio alle difficoltà.Dopo il corso di Problem Solving non ho dubbi sul fatto che, in ogni situazione, saprai individuare con precisione e realismo i tuoi obiettivi ed agire in modo concreto ed efficace per realizzarli.Inoltre…..se il periodo milanese ti ( ci ) ha lasciato molto nel cuore e nella testa, non vedo perchè nel prossimo periodo questo non possa continuare. Per gli affetti che contano, con l\’attuale tecnologia, nessun luogo è lontano ……non credi?
Tesò…. dimenticavo……bello questo Courier….mi ha fatto piacere che tu abbia accolto il mio consiglio….Gracias por regalarme calidez, ternura y amistad. Gracias por todo. Un beso eterno.
Addirittura Manzoni hai scomodato??Accipicchia! Non essere triste: ogni fine è un inizio… o almeno così dcono.Che dire? Buona ultima (per ora) domenica milanese… et a bien tot!!!
Un beso eterno.
Un abbraccio dalla tastiera francese della mia nuova scrivania….
felice di sapere che sei arrivato!e salutaci la tua tastiera francese
)
ben arrivato!
Il tuo primo aggiornamento mi dice : "Tempeste di sabbia"….. Beh…. ti lascio questo per consolarti.. a stasera!http://video.libero.it/app/play?id=c1513288d493a514229c1415eb23d8ce
Un abbraccio anche a te, Nando-san!
Ti spedisco un paio di occhiali da sub!
Ben partito e bene arrivato…E bella la metafora… L\’importante è che tu abbia il modulo di comando con gli scudi termici e i paracadute… Sai com\’è, casomai fosse necessario tornare a casa…
Nando, mi sono dimenticato di dirtelo prima… Ce l\’hai una custodia antisabbia per la tua Canon? Un amico l\’ha avuta inservibile per la sabbia sottile che si è infilata nei meccanismi dello zoom… Sta\’ attento, altrimenti noi come le vediamo le mille e mille foto?